Il Cotonificio Egg di Piedimonte Matese: Una Storia Industriale e Sociale Attraverso le Mappe
Benvenuti nel sito dedicato alla storia del Cotonificio Egg di Piedimonte Matese, un’impresa che per oltre un secolo ha segnato profondamente la vita economica e sociale di questo territorio. Dalle sue origini all’inizio del XIX secolo fino alla sua distruzione nel 1943, la vicenda del Cotonificio Egg rappresenta una pagina significativa della storia industriale e sociale dell’Italia meridionale, sia in epoca pre-unitaria che post-unitaria.
L’avventura imprenditoriale ebbe inizio con lo svizzero Gian Giacomo Egg di Ellikon, Zurigo, spinto a cercare nuove opportunità all’estero a causa del blocco continentale napoleonico che aveva messo in crisi l’industria tessile elvetica.
Egg, già agente commerciale nel Regno di Napoli, vide l’assenza di una grande industria cotoniera e le possibilità offerte dall’Italia meridionale, ricca di materie prime come bambagia, canapa, lino e robbia per tingere.
Trovò in Piedimonte d’Alife la località ideale, anche per la sua somiglianza con il paesaggio svizzero e la ricchezza d’acqua del Torano. Con il sostegno del governo locale, in particolare del cognato di Napoleone, Gioachino Murat, Egg ottenne l’uso gratuito per 16 anni del soppresso Convento di Santa Maria del Carmine, dove impiantò nel 1812 la prima filatura meccanica e una tessitura a mano nel Regno di Napoli.
L’azienda diede inizialmente lavoro a circa 200 persone, molte delle quali reclutate direttamente dal Cantone di Zurigo, alle quali furono garantite condizioni agevolate come alloggio e viveri a metà prezzo.
Un “Regolamento di Polizia” del 1815, sanzionato per Editto Reale, disciplinava l’attività, i diritti e i doveri degli operai.
L’impresa crebbe rapidamente, diventando in poco tempo una delle maggiori industrie del Meridione e la prima nel Regno di Napoli, con periodi di vero monopolio.
Già nel 1815, l’impianto era ben attrezzato, e nel 1834 dava lavoro a ben 1300 operai, in larga parte donne.
Il cotonificio non fu solo un centro produttivo, ma ebbe anche un importante impatto sociale, accogliendo e formando fanciulle provenienti dal Real Albergo dei Poveri di Napoli, contribuendo alla loro educazione e a migliorare il tenore di vita locale.
Per la sua modernità e organizzazione, paragonabile alle migliori fabbriche europee, Piedimonte fu talvolta soprannominata “la nostra Liverpool”.
Dopo la scomparsa di Gian Giacomo Egg nel 1843, la gestione passò ai suoi discendenti, Gian Gaspare e poi Gian Giacomo Egg.
Alla fine del XIX secolo, l’azienda fu ceduta allo svizzero Amadeo Berner per motivi economici, seguito dal figlio Guglielmo Berner. Durante la gestione Berner, furono introdotte innovazioni tecniche come una centralina elettrica, tra le prime in Campania, e potenziate le attività sociali per i dipendenti.
Nel 1917, il cotonificio confluì nel gruppo delle Manifatture Cotoniere Meridionali (MCM).
La lunga storia del Cotonificio Egg, che durò circa 130 anni, si concluse tragicamente il 19 ottobre 1943, quando lo stabilimento fu distrutto dai guastatori tedeschi. Oggi, dove sorgeva l’imponente edificio a quattro piani, si trova Piazza Carmine.
Questo sito si propone di mantenere viva la memoria di questa importante realtà industriale, esplorandone la storia attraverso documenti, testimonianze e, in particolare, mappe storiche.
Il lavoro di georeferenziazione di questi documenti antichi, come quelli tratti dal prezioso libro “Il cotonificio Egg di Piedimonte d’Alife” del Gruppo Memorie Storiche e la mappa del 1964 rinvenuta da Daniela Mastrolorenzo, presenta sfide legate ai sistemi di riferimento e ai punti di ancoraggio, ma offre un’opportunità unica per riscoprire e valorizzare questo importante patrimonio.
Vi invitiamo ad esplorare le mappe e i materiali disponibili, inclusa la mappatura del sotterraneo scoperto da un gruppo di amici nei primi anni ‘90, che si sospetta appartenga all’ultimo cotonificio.
Se possedete informazioni, documenti, ricordi o foto legati alla struttura del cotonificio o se desiderate collaborare a questo progetto, siete i benvenuti.